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Carceri pugliesi, sindacati all'attacco: sovraffollamento record, agenti sotto assedio e istituzioni nel mirino

di Redazione · 19 Giugno 2026 · 4 min di lettura
Vista esterna di un istituto penitenziario in Puglia
Foto: Pmk58 / CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

Torna a farsi sentire, con forza rinnovata, l'allarme dei sindacati di polizia penitenziaria sullo stato delle carceri pugliesi. Secondo quanto comunicato da pugliain.net, la crisi si articola su tre fronti distinti ma strettamente interconnessi: il sovraffollamento oltre ogni soglia di tolleranza, l'escalation di violenza contro gli agenti e l'immobilismo delle istituzioni preposte ad affrontare l'emergenza.

Celle oltre il limite: Lecce, Taranto e Foggia i casi più gravi

Secondo quanto riportato dalla fonte, il numero di detenuti negli istituti pugliesi avrebbe ampiamente superato la capienza massima consentita, con le situazioni più critiche — definite «oltre il limite della tollerabilità» — negli istituti di Lecce, Taranto e Foggia.

Il dato regionale è confermato da più fonti istituzionali e sindacali. La Puglia si confermerebbe la regione con il più alto tasso di sovraffollamento carcerario in Italia, con una percentuale che sfiorebbe il 170%: a denunciarlo è il SAPPE, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, che avrebbe deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti della Puglia contro i vertici del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP), accusati di una gestione inadeguata e disomogenea della popolazione detenuta. Secondo i dati aggiornati al 31 maggio, nelle strutture penitenziarie pugliesi si troverebbero 4.388 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di poco più di 2.650 posti effettivi, al netto delle sezioni chiuse per ristrutturazione.

Nel carcere di Foggia, ad esempio, con oltre 660 detenuti — pari a circa il 220% di affollamento — presterebbero servizio appena tre educatori e un organico di poliziotti previsto per non più di 350 reclusi. Condizioni simili verrebbero registrate anche negli istituti di Taranto, Lecce, Bari, Trani, Brindisi, Lucera, Turi e San Severo. In tutta la regione mancherebbero almeno 700 agenti, stando alle stime del sindacato.

Agenti sotto assedio: aggressioni quotidiane

I sindacati denunciano che gli agenti di Polizia Penitenziaria sarebbero vittime di un «bollettino quotidiano di aggressioni» e che quella che dovrebbe essere una routine di vigilanza si sarebbe trasformata in «un'esposizione costante a rischi per l'incolumità fisica».

Il segretario regionale del sindacato OSAPP, Ruggiero Damato, avrebbe riacceso i riflettori sulle criticità regionali anche a seguito di una doppia aggressione ai danni di due assistenti capo della Polizia penitenziaria avvenuta presso la casa circondariale di Brindisi, rimarcando come la Puglia detenga il triste primato di una delle regioni con il più alto tasso di sovraffollamento carcerario.

Istituzioni accusate di immobilismo

Al centro della protesta sindacale c'è la denuncia di una «assoluta immobilizzazione istituzionale»: i sindacati contesterebbero apertamente la mancanza di interventi tangibili e risolutivi sia da parte della politica governativa sia da parte del DAP (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria).

Di fronte a un quadro così compromesso e a riforme strutturali che tarderebbero ad arrivare, il segretario Damato avrebbe deciso di estendere la richiesta d'aiuto oltre l'amministrazione penitenziaria: l'appello finale sarebbe stato rivolto direttamente alla Magistratura di Sorveglianza e all'Ordine degli Avvocati, chiamati in causa per «fare rete e trovare canali d'intervento urgenti» che possano decongestionare il sistema e ripristinare legalità e sicurezza all'interno delle carceri pugliesi.

In precedenti occasioni, l'OSAPP aveva già rivolto un appello al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, affinché venissero in Puglia a incontrare le organizzazioni sindacali rappresentative, definendo tale incontro «un segnale concreto per una situazione che, senza interventi decisi, rischia di rendere l'istituzione del carcere priva di ragione d'esistere».

Un'emergenza che supera i confini regionali

Il quadro pugliese si inserisce in un contesto nazionale già critico. Regioni come la Puglia registrerebbero un tasso di sovraffollamento del 170,6%, seguita da Basilicata (158,2%), Lombardia (153,7%), Veneto (148,8%). Sarebbero 148 gli istituti penitenziari italiani con un indice di affollamento superiore al consentito, mentre in 59 risulterebbe pari o superiore al 150%: l'altissima densità di detenuti trasformerebbe i penitenziari italiani in «polveriere», dove praticamente ogni giorno si registrerebbero episodi di violenza e tensione.

La situazione resta monitorata dalle organizzazioni sindacali, che non escludono ulteriori azioni di protesta qualora non dovessero giungere risposte concrete da parte delle istituzioni competenti.

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